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i nuovi criteri per determinare l'indennitÓ di esproprio

02/01/2008

Nella legge finanziaria 2008 (L. 24/12/2007 n.244) l'art.2, comma 89 prevede nuovi criteri per la determinazione dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità. Tale norma si è resa necessaria, a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale 24/10/2007 n. 348 che aveva dichiarato illegittimi i criteri di determinazione dell'indennità previsti dall'art.37, commi 1 e 2 del D.P.R. 8/6/2001 n.327 nella parte in cui, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione dei suoli edificabili, prevedevano il criterio di calcolo fondato sulla media tra il valore dei beni e il reddito dominicale rivalutato.

Dispone ora l'art. 2, comma 89 lettera a) della legge 24/12/2007 n. 244 che:

"Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al D.P.R. 8/6/2001 n.327 e successive modificazioni sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art.37(L), i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1.L'indennità di espropriazione di un'area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene.Quando l'epropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, l'indennità è ridotta del 25%.(L).

2. Nei casi in cui è stato concluso l'accordo di cessione, o quando esso non è stato concluso per fatto non imputabile all'espropriato ovvero perchè a questi è stata offerta un'indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l'indennità è aumentata del 10% (L)".

Prevede inoltre il comma 90 del medesimo articolo 2 che:

"Le disposizioni di cui all'art.37, commi 1 e 2 e quelle dell'art.45, comma 2, lettera a), del citato testo unico di cui al D.P.R. 8/6/2001 n.327, come modificati dal comma 89 del presente articolo, si applicano a tutti i procedimenti espropriativi in corso, salvo che la determinazione dell'indennità di espropriazione sia stata condivisa, ovvero accettata, o sia comunque divenuta irrevocabile".

Per effetto di tali disposizioni ed in conformità a quanto affermato dalla Corte Costituzionale nonchè, ancor prima, dalla Corte di Strasburgo, l'indennità di espropriazione per le aree edificabili va commisurata - in linea di massima- al valore venale del bene.    

 

 
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